Business Plan

esempio e modello gratuiti

Il Business Plan di seguito riportato è stato realizzato per fornire una guida di riferimento nonchè un esempio e modello gratuito immediatamente operativo per tutti coloro che intendono sviluppare un Progetto d'Impresa attraverso un metodo largamente sperimentato da professionisti del settore e con l'ausilio di modelli scaricabili e pronti all'uso.

Indice guida

Cos'è un Business Plan

Un Business Plan è il documento più importante per chi vuole iniziare e/o gestire un'Impresa di concerto con il Piano di Marketing in esso contenuto.

Il Piano Business d’Impresa, oltre a tracciare la rotta per l’anno in corso e per i successivi tre o cinque anni, è un costante punto di riferimento per identificare eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi fissati e per apportare tempestivamente le necessarie azioni correttive.

cos'è un business plan

Il Business Plan è un documento che richiede metodo e cura nel comporlo ma è alla portata di tutti coloro che ne comprendono struttura, finalità e metodo di compilazione.

Il Business Plan è troppo spesso sottovalutato da imprenditori e manager: le dimensioni dell'Impresa non contano (!) sia essa una piccola, media o grande Impresa il successo è primariamente in mano all'Idea imprenditoriale sulla base della quale viene sviluppato il Progetto economico-finanziario che ne garantirà il successo.

Facendo un semplice parallelo non elaborare un Business Plan equivale ad intraprendere una navigazione senza aver tracciato la rotta, senza sapere se la nave è sufficientemente attrezzata e senza esser pronti ad affrontare gli imprevisti che il nostro itinerario può riservarci prima di giungere alla nostra meta/obiettivo.

A cosa serve un Business Plan

Il Business Plan serve a farci comprendere se la nostra idea imprenditoriale è in grado di fornire valore a noi e ai nostri clienti; esso, oltre a rappresentare una dettagliata e circostanziata analisi sulla fattibilità del progetto descrive anche il modo in cui un’organizzazione crea e distribuisce questo valore.

Il documento è fondamentale sia per finalità Interne che Esterne: 

Finalità Interne
Pianificazione Aziendale medio-lungo periodo

Finalità Esterne
Attirare finanziamenti, investitori e nuovi soci, accordi di Venture Capital, Richiesta Finanziamenti Agevolati/non Agevolati e operazioni straordinarie d'Impresa.

a cosa serve un business plan

Come realizzare un business Plan

Un Business Plan deve essere realizzato seguendone la sua struttura di base e ponendo cura nella capacità di sintesi e chiarezza d'esposizione delle parti descrittive.

Tutto ciò verrà corredato e corroborato da una accurata analisi economico-finanziaria esposta in un Modello/Foglio di calcolo Excel.

Un fattore aggiuntivo che può far la differenza, premesso che tutti i punti sopra esposti siano ben curati, è il Metodo di Elaborazione attraverso cui il documento d'Impresa viene realizzato.

Il formato può essere realizzato in PDF, Powerpoint uniti ad un foglio di Calcolo Excel - Business Plan Excel ti offre un modello/esempio gratuito pronto all'uso.

come realizzare un business plan

Metodo sviluppo Business Plan

Esistono molti metodi di sviluppo più o meno efficaci e la rete ne offre innumerevoli. Il metodo elaborato da Business Plan Excel è frutto di esperienza operativa ultra-ventennale per piccole, medie e grandi Imprese.

Il Metodo “DEAR BEAR”

Il metodo, sviluppato in via esclusiva dal Team Bpexcel.it, racchiude 7 criteri basilari da seguire nella compilazione del business plan, nella presentazione di esso ai vari “stakeholders” ma soprattutto nella gestione dell’azienda:

  1. Rilevanza
  2. Differenziazione
  3. Esecuzione
  4. Brand
  5. Ambiente
  6. Esperienza offerta
  7. Armonia

I criteri rappresentano un metodo di approccio al lavoro e, contemporaneamente, identificano alcune linee guida a cui attenersi sia nella creazione della strategia sia nello svolgimento delle singole attività.

metodo di sviluppo di un business plan

Struttura di un Business Plan

struttura di un business plan

Executive Summary

È la parte più letta dell’intero documento; a volte è l’unica parte che viene letta.
Deve essere un riassunto breve, chiaro, esaustivo di quello che verrà descritto dopo.
Il lettore deve impiegare pochi minuti per leggerlo e deve ricevere le informazioni rilevanti dell’intero progetto.

L’Excecutive Summary di un Business Plan è composto da:

Obiettivo
Deve essere chiaro e raggiungibile, espresso in un linguaggio semplice e diretto.
La sezione "Obiettivo" risponde alle seguenti domande:

Cosa? Risposta: Prodotto o servizio che si intende vendere
Come? Risposte: Strumenti ed attività a supporto
Perché? Risposta: I consumatori sceglieranno il prodotto o il servizio oggetto del business plan

Ritorno dell’investimento
Quanto guadagneranno i finanziatori del progetto

Tempo e risorse necessarie
In quanto tempo i finanziatori del progetto rientreranno del denaro investito e fabbisogno economico richiesto

Introduzione

È il biglietto da visita dell’intero documento, la sezione che fornisce la cosiddetta “prima impressione”. In una presentazione (o in un discorso) abbiamo meno di quindici secondi per fornire ai nostri interlocutori un’immagine positiva; passati questi pochi istanti diventa molto difficile e comunque lungo recuperare. Questo spiega quanto sia importante curarne ogni dettaglio.

L’introduzione deve spiegare 5 concetti-chiave:

Idea imprenditoriale

Come e perché è nata l’azienda? Quali sono le motivazioni che hanno spinto gli imprenditori ad impegnarsi nel settore? Quali sono i tratti distintivi generali dell’offerta rispetto a quanto già presente sul mercato?

Questo capitolo costruisce le fondamenta non solo del business plan ma dell’intero progetto; senza un’idea imprenditoriale valida, infatti, l’azienda non ha motivo di esistere e nessuno sarà disposto ad investirvi né a comprare i suoi prodotti o servizi.

Visione (opzionale)

Valori, aspirazioni, scenario e idea del futuro immaginato dell’imprenditore. La visione ha un’ottica di lungo periodo. Ad esempio: aiutare le persone a realizzare il loro potenziale.

Missione

Qual è lo scopo ultimo dell’esistenza dell’azienda? A differenza della visione, la missione ha una prospettiva di breve e medio periodo. In sostanza traduce in obiettivi e concetti concreti quanto espresso nella visione. Ad esempio: creare capi di abbigliamento e accessori di qualità superiore per aiutare gli atleti a migliorare le loro prestazioni.

Descrizione dell’Impresa

È arrivato il momento di descrivere in dettaglio la nostra attività:

  • Tipo di società
  • Sede ed eventuali filiali
  • Struttura ed organigramma
  • Settore di appartenenza
  • Mercato di riferimento
  • Aree geografiche di interesse
  • Risultati raggiunti ed obiettivi a breve e medio periodo

 

Soggetti promotori

Chi c’è dietro l’idea imprenditoriale? Quali sono i soci dell’azienda? Che competenze hanno? Qual è il loro curriculum vitae?

Oggi più che mai (basta vedere alcune famose pubblicità) clienti, investitori, partner commerciali e finanziari vogliono vedere “in faccia” i loro interlocutori, vogliono capire con chi hanno a che fare. Nell’era dei social network la trasparenza è sinonimo di fiducia e di affidabilità; per questo, oltra a curare in modo puntuale questa sezione, è bene aggiornare i profili social (LinkedIn su tutti) delle parsone coinvolte.

La persona è uno dei fattori critici di successo di un prodotto o di un servizio e partecipa attivamente alla creazione, alla diffusione e al prestigio di una marca e si trasforma essa stessa in un brand.

Analisi del contesto e Piano Marketing

È qui che si gioca la partita decisiva. Ci troviamo, infatti, nello spazio dedicato all’analisi delle nostre ragioni, al perché delle nostre scelte, a quali sono le nostre strategie e a come le metteremo in pratica.

Analisi del mercato di riferimento

Consente di conoscere bene il quadro della situazione entro cui muoversi; in particolare:

  • Valore del mercato

Esso definisce immediatamente l’ampiezza del settore scelto. È un parametro molto importante ma, soprattutto nel caso di prodotti/servizi innovativi, deve essere accompagnato da una serie di informazioni aggiuntive a supporto.

  • Composizione del mercato

Sapere come è composto il mercato (ad esempio numero di concorrenti o fornitori e dove essi sono localizzati) ci consente di disegnare una strategia immediatamente applicabile e coerente con le richieste dei partner commerciali

  • Clienti
  • Concorrenti
  • Fornitori
  • Divisione per area geografica

Capire dove sono i clienti aiuta a definire la strategia commerciale e di comunicazione. Pensiamo, ad esempio, all’Italia: un cliente localizzato in Piemonte ha probabilmente esigenze diverse da uno che vive e lavora in Calabria ed entrambi utilizzano un codice comunicativo specifico a cui noi dobbiamo attenerci. Un altro buon esempio può essere la Russia, dove è in voga un social network sconosciuto a noi occidentali (VK ovvero VKontakte).

  • Prezzi

Avere chiaro il livello dei prezzi ed i principali fattori che lo influenzano significa creare un’offerta in linea con le aspettative del target di riferimento e, pertanto, facilitare la vendita dei nostri prodotti o servizi.

  • Analisi dettagliata della concorrenza
    • Prodotti
    • Prezzi
    • Distribuzione
    • Attività di promozione
    • Target
    • Quota di mercato
    • Fattori critici di successo del mercato e del target
    • Leve di marketing utilizzate
    • Tipo di comunicazione
    • Costruzione della matrice competitiva; ad esempio:

matrice

Questa matrice, come le altre che si possono creare, consente di identificare immediatamente una serie di informazioni fondamentali:

  • spazio di mercato più facilmente attaccabile o attualmente scoperto
  • prodotto più forte
  • prodotto più debole
  • leve di marketing da utilizzare
  • livello di prezzo adeguato al target
  • Segmentazione del mercato

Le persone, i potenziali clienti, possono essere divisi in classi che differiscono tra loro per alcuni fattori; ad esempio: età, livello di studi, reddito, ..

Si tratta di una classificazione fondamentale per tarare la nostra offerta di prodotto/servizio, di prezzo e di comunicazione.

La segmentazione può essere:

  • Geografica
  • Demografica
  • Psicografica
  • Comportamentale
  • Identificazione del target di riferimento

A questo punto siamo sicuri di proporre i nostri prodotti o servizi a chi li sta cercando o a chi ne bisogno e che, ad esempio, non è soddisfatto dei prodotti o dei servizi dei nostri concorrenti.

È opportuno supportare il team interno dell’azienda con l’acquisto di database specifici e con una società di ricerche di mercato per organizzare indagini qualitative e quantitative al fine di guadagnare un vantaggio e di cogliere nuovi spunti competitivi nei confronti dei principali concorrenti.

Descrizione prodotti e/o servizi

Il business plan è un documento che viene letto e studiato anche (in alcuni casi soprattutto) da persone fuori dall’organizzazione societaria. È, dunque, importante spiegare in modo sintetico e comprensibile quali sono i prodotti o i servizi venduti.

  • Prodotti/servizi già presenti sul mercato
  • Prodotti/servizi non ancora presenti sul mercato ma che stanno per essere lanciati (“roadmap” annuale)
  • Prodotti/servizi non ancora presenti sul mercato e che saranno lanciati in futuro (“roadmap” triennale)
  • Caratteristiche
  • Elementi differenzianti dai concorrenti
  • Quota di mercato
  • Prezzi
  • Margini
  • Canali di vendita

 

Analisi SWOT

È uno dei classici elementi di pianificazione strategica che viene utilizzato per identificare, all’interno dell’azienda, i punti di forza e i punti di debolezza e, all’esterno dell’azienda, le opportunità e le minacce presenti nel mercato.

Questa analisi deve essere il punto di partenza per redigere il Piano di Marketing e le attività ad esso connesse.

Matrice SWOT

analisi swot

 

Definizione generale degli obiettivi

Gli obiettivi devono essere:

  • chiari
  • specifici (si veda la “regola 80:20”: l’80% del fatturato è sviluppato dal 20% dei clienti)
  • misurabili
  • raggiungibili
  • tempestivi

Il lettore non deve percepirli come “corpi estranei” ma come il naturale completamento di tutto il business plan. Essi possono riguardare parametri quantitativi o qualitativi.

Vediamo alcuni esempi:

  • Vendita
    • Pezzi venduti
    • Fatturato
  • Market share
  • Margini
  • Ebitda
  • Brand awareness
  • Numero di punti vendita aperti

Piano di Marketing

Il Piano di Marketing rappresenta l’anello di collegamento tra quanto visto finora e l’analisi economico finanziaria. In particolare, esso descrive la strategia, la tattica e tutte le azioni operative necessarie al raggiungimento degli obiettivi; definisce, inoltre, il perimetro di movimento dell’intera organizzazione e ne regolamenta le attività.

La creazione del Piano di Marketing consiste nella definizione di quanto segue:

  • Marketing mix, ossia delle cosiddette “7 p”:
    • Product (Prodotto)
    • Price (Prezzo)
    • Place (Distribuzione)
    • Promotion (Comunicazione/promozione)
    • Physical environment (Ambiente circostante)
    • People (Persone)
    • Process (Processi)

Tutto, naturalmente, con il Cliente al centro dell’intera strategia.

  • Budget
  • Attività operative
  • KPI (key performance indicators)
  • Attività di controllo

Ogni singolo elemento del Piano di Marketing merita numerose considerazioni ed approfondite analisi che saranno oggetto di articoli e workshop dedicati.

  • Management

Oltre i Soggetti Promotori anche il Management ricopre un ruolo chiave nell’aumentare la credibilità e l’autorevolezza di un business plan.

È, pertanto, fondamentale descrivere la squadra che gestisce o gestirà la società evidenziando:

  • formazione
  • competenze acquisite
  • esperienze maturate
  • risultati ottenuti

Analisi e Pianificazione economico finanziaria

Infine i numeri: freddi, a volte spietati, non mentono mai. Danno autorevolezza e credibilità alle sezioni precedenti e forniscono un riscontro pratico e tangibile alle ipotesi formulate.

In questa sezione traduciamo quanto elaborato nelle parti precedenti in termini quantitativo-monetari, attraverso i 3 Prospetti di: stato patrimoniale, di conto economico e di Rendiconto Finanziario.

Ecco le Sezione che troveremo nel nostro modello Excel

Il piano vendite

Sulla base delle anailisi del contesto in cui l’azienda sta operando, abbiamo determinato il prezzo di Vendita dei Prodotti (o servizi) e le quantià . Il modello ci chiede inoltre di inserire informazioni come l’aliquota Iva e i giorni di pagamento che concediamo ai Clienti.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Fatturato), Finanziaria (Incasso), Patrimoniale (Crediti Commerciali e Debito Iva).

Il piano acquisti

Gli acquisti delle materie prime necessarie alla Produzione dei Prodotti (Azienda di Produzione), o dei prodotti stessi (Azienda Commerciali), sono determinati inserende l’incidenza del costo di acquisto sul Prezzo di Vendita Unitario. Anche qui è necessario fornire Informazioni sull’aliquota Iva e la dilazione pagamento concessa dai Fornitori.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Acquisti), Finanziaria (Pagamento), Patrimoniale (Debiti Commerciali e Crebito Iva).

Il magazzino

Nelle Aziende che operano nel Settore Produzione e Commercio, è necessario tener conto anche del magazzino . Si chiede in tali casi di inserire la giacenza media dei prodotti,che ci permette di calcolare il Valore Finale di magazzino del periodo e la conseguente variazione nel perido.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Variazione Magazzino), Finanziaria negativa nel caso di incremento del magazzino (maggiori acquisti per incremento magazzino) e positiva nel caso di cecremento del magazzino (minori acquisti per utilizzo magazzino), Patrimoniale (Rimanenza Finali).

I costi di gestione

I costi di gestione sono uno tra gli aspetti più importanti da tenere in considerazione nel momento in cui si pianifica una nuova idea di business. Possiamo dividerli in due categorie di costi fondamentali: costi fissi, e costi variabili.

  1. I costi fissi sono quelli che non variano direttamente al variare delle quantitè, essi possono subire un aumento soltanto quando viene superata una determinata soglia di produzione; In questo caso è chiesto come Input l’inserimento del costo fisso nel periodo.
  2. I costi variabili sono direttamente proporzionali alle quantità vendute. Inseriremo come Input la % di incdenza rispetto al Fatturato.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Costi Gestione), Finanziaria (Pagamento), Patrimoniale (Debiti Commerciali e Crebito Iva).

I costi del personale

I costi del Personale, rientrano nella categoria dei costi fissi. Una impresa è essenzialmente un’organizzazione di persone. Solitamente una start up in fase iniziale, parte con un numero ridotto di persone, per poi aumentare al crescere del Fatturato.

Individuati i profile e  le forme Contrattuale idonee, ei procede nell’inserimento degli Input. Si indicherà per ogni profilo Contrattuale la RAL (Retribuzione Annuale Lorda), ovvero lo Stipendio Lordo che si differenzia dal netto in Busta Paga per le trattenute contributive (Inps a carico Dipendente) e fiscali (Irpef dipendente) che sono portate in diminuzione nel calcolo del netto. Per determinare il Costo Aziendale alla RAL si aggiungeranno i contributi previdenziali a carico dell’azienda come ad esempio si inserirà la % di contributi Inps e Inail sulla RAL oltre al TFR che solitamente rappresenta il 7,5 %.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Costi del Personale), Finanziaria (Pagamento Stipendi e Contributi), Patrimoniale (Debiti Personale e Contributivi).

Gli investimenti

Gli Investimenti sono relativi a tutti quei costi la cui utilità si manifesta non sul singolo anno (come i costi di gestione) ma su più anni. I numeri di anni di utilità degli Investimenti (anni di ammortamento), permettono di calcolare ( Investimento/anni di ammortamento) la quota di competenza annuale dell’Investimento ovvero ammortamento. Anche gli ammortamenti rientrano nella categoria dei costi fissi.

Un elemento da tenere in considerazione nella pianificazione è la loro tempistica . in quanto questo possa influisce in modo rilevante sul fabbisogno finanziario iniziale. In questo modo potrebbe essere che una parte degli investimenti venga effettuato all'avvio dell'attività, altri investimenti invece negli esercizi successivi con la conseguenza che questi ultimi in parte verranno finanziati con l'attività corrente

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Ammortamento), Finanziaria (Uscita Investimento), Patrimoniale (Debiti Commerciali e Credito Iva).

Le fonti di finanziamento

Per  Fonti di Finanzaimento i ntendiamo quelle a medio-lungo termine, ovvero i mezzi finanziari necessari alla copertura delle attività aziendali, la cui utilità si manifesta oltre l’esercizio aziendale  ovvero gli Investimenti.

Abbiamo 2 tipologie di Fonte di Finanziamento Interne ed sterne:

  • Le Fonti interne riguadano l’apporto di denara che proviene dai Soci sia in forma di Finanziamento Soci che di Apporto di capitale Sociale (Equity); In questo caso è necessario inserire importo e tempistiche sia del finanziamento che dell’eventuale disinvestimento.
  • Le Fonti esterne sono quelle reperite esternamente e provenienti da soggetti terzi. E’ necessario inserire non solo importo e tempistiche, ma ache tipologia di Rimborso e Tasso di nteresse.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Oneri Finanziari per le soli Fonti Esterne), Finanziaria (Entrata per Finanziamento e Uscite per Disenvistimento), Patrimoniale (Debito Residuo).

Gli aspetti fiscali

Nel calolo degli impatti fiscali, dobbiamo far distinzione tra Società di Persone e di Capitali:

  • Per le Società di Persone, a livello Societario si calcola la sola Imposta Ires in quanto la Tassqazione Irpef avviene direttamente in “testa” al Socio;
  • Per le Società di Capitali, abbiamo sia l’Irap che l’Ires che viene calcolata sul Reddito di Impresa.

E’ richesto l’inserimento delle aliquote Ires e Irap.

Il modello excel, è cosi in grado di calcolare la Variabile Economica (Imposta), Finanziaria (Pagamento Imposte), Patrimoniale (Debito e Credito Tributario).

Il previsionale economico

Gli output  relative alla variabile Economica di ogni modulo im precedenza visto, confluiscono nel Report “Previsionale Economico” o “Conto Economico”.

Nel Conto Economico si dovrà porre attenzione a:

Margine di Contribuzione: la differenza tra il prezzo di vendita unitario ed il costo variabile unitario che sono rispettivamente il ricavo ed il costo associati ad una variazione unitaria del volume di output.

Reddito Operativo Ebit (definizione): è il risultato della Gestione caratteristica dell’azienda in un determinato periodo. E’ un indicatore molto importante in quanto se è negativo significa che l’azienda non sta producendo Valore. Se si tratta di una Start Up , è normale che i primi 2 anni si possa registrare una Reddito Operativo negativo, ma al terzo anno (solitamente anno in cui azienda va a regime) un Reddito Operativo ancora negativo deve essere oggetto di accurata analisi e eventuali interventi in termini di analisi dei costi, qualora non ci siano le leve per agire sul fatturato

Utile Netto : e’ il risultato finale dell’azienda la differenza tra il totale dei rcavi e dei costi. Se il Reddito Operativo è positivo e Utile Netto è negativo è importante verificare le poste della gestione extracaratteristica. In particolare l’impatto della gestione finanziaria, in quanto una situazione finanziaria non equlibrata potrebbe erodere l’Ebit.

Il previsionale Finanziario

Gli output  relative alla variabile Finanziaria di ogni modulo im precedenza visto, confluiscono nel Report “Previsionale Finanziario” o “Rendiconto Finanziario”. Questo prospetto evidenzia il risultato finaziario del periodo di riferimento del bilancio ("variazione della liquidità a breve ").

In particolare  si dovrà porre attenzione:

Al Cash Flow della Gestione Caratteristica: è il risultato Finanziario della Gestione caratteristica dell’azienda. Può differire dal suo “omonimo” economico ovvero l’Ebit , in quanto tiene conto delle variazioni del Circolante Netto (della variazione debiti e crediti commerciali nel periodo e dalle politiche di magazzino) ed è impattato positivamente dagli ammortamenti e accantonamenti che sono costi che non danno luogo ad uscite Finanziarie. Le leve da utilizzare per migliorare è nella riduzione dei tempi di incasso, aumento dei tempi di pagamento e abbattimento delle giacenze di magazzino

Cash Flow Operazionale: è il risultato successivo agli investimenti e al Risultato della Gestione Caratteristica. Indica la finanza necessaria , da reperire nele fonti di finanziamento a lunfo termine per portare in equilibrio finanziario l’azienda. E’ molto importante per le start up per capire il finanziamento encessario inizialmente a fronte degli investimenti per portare in equilibrio l’azienda.

Risultato Finanziario : e’ il risultato finale dell’azienda la differenza tra tute le entrate e le uscite dell’azienda. E’ rapopresentato quindi dalla variazione dei flussi finziari a breve (conto correnti attivi e passivi piu cassa). Il suo risultato sommato al valore banca c/c iniziale determina il saldo Banca Finale. Se il valore è negativo è necessario analizzare attraverso un’attenta lettura del Rendiconto Finanziario quali sono state le cause.

Il previsionale Patrimoniale

Gli output  relative alla variabile Patrimoniale di ogni modulo im precedenza visto, confluiscono nel Report “Previsionale Patrimoniale” o “Stato Patrimoniale”. Questo prospetto evidenzia la Fotografia dell’Azienda in un determinato istante .

Si compone dei seguenti blocchi:

  • Riclassificazione Stato patrimoniale:
    • Attività:
      • Blocco 1 Attività Fisse: rientrano in questo blocco tutti gli impieghi il cui ritorno in termini di liquidità, si manifesta oltre l’esercizio. Troviamo  in questa categoria tutti gli investimenti a lungo termine.
      • Blocco 2 Attività Correnti: in questo blocco rientrano tutti gli impeghi il cui ritorno in termini di liquidità si manifesta nell’esercizio. Le categorie delle stato patrimoniale che solitamente rientrano in questo blocco sono:
    • Passivistà’:
      • Blocco 3 Capitale Proprio: il capitale proprio rappresenta la fonte di finanziamento a lungo termine in parte apportata dai soci dell’azienda e in parte generata tramite l’attività stessa ;
      • Blocco 4 Debiti a medio lungo termine: sono costituititi da tutti le fonti apportate da finanziatori interni e esterni all’azienda.
      • Blocco 5 Passività correnti: rientrano in questo blocchi i finanziamenti che devono essere rimborsati entro un anno.

Vedremo che tale classificazione sarà importante , per il calcolo di Ratios fondamenti per interpretare lo Stato di Salute di un’Azienda.

  • Ratios

Sono una serie di Indicatori che ci permettono di valutare la Perfomance Aziendale sotto il profilo Economico, Patrimoniale e Finanziario.

Sono calcolati gli Indicatori principali :

  • Indicatori di Economicità:
  • ROI (return on investment), misura la redditività degli investimenti, e rappresenta uno dei più importanti indicatori aziendali. E’ il rapporto tra il reddito operativo diviso il capitale investito (patrimonio netto + indebitamento finanziario netto).
  • ROE (return on equity), misura la redditività del capitale proprio. E’ il rapporto tra il reddito netto dopo le imposte ed il capitale proprio dell’azienda.
  • Indicatori di Liquidità:
  • Capitale circolante netto = Attività correnti – Passività Correnti.L’analisi del capitale circolante netto non deve essere mai statica, ma quello che deve essere monitorato è la sua variazione nel tempo.Una situazione in cui le attività correnti sono maggiori delle passività correnti, potrebbe ad esempio evidenziare un iniziale squilibrio finanziario, in quanto non riesco a sopperire agli impieghi ;
  • Margine di tesoreria = Liquidità immediate + Liquidità differite – Passività Correnti. E’ un concetto più stretto di liquidità, un valore minore di 0 sta solitamente a significare che i crediti commerciali non sono coperti dalle passività correnti ma da impieghi a lungo termine. Se i  crediti commerciali, come riportato sopra sono stati depurati da eventuali crediti incagliati, un valore del margine di tesoreria minore di 0 rappresenta sicuramente un dato negativo da analizzare

Modello ed esempio Business Plan

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